Svolta nel caso dell’uccisione di Ylenia Musella, ammazzatta dal fratello Giuseppe. Il dettaglio scoperto sul coltello nella schiena.
Si continua ad indagare in merito all’omicidio di Ylenia Musella, ammazzata da suo fratello Giuseppe a Napoli. Secondo gli accertamenti della Procura, la 22enne non sarebbe stata colpita da un coltello lanciato a distanza, come invece aveva riferito l’uomo nelle fasi della confessione. Le autorità avrebbero ricostruito qualcosa di ben differente.

Ylenia Musella uccisa dal fratello: il dettaglio del coltello
Stanno andando avanti le indagini sulla morte di Ylenia Musella, la ragazza uccisa a Napoli dal fratello. Secondo le ultime informazioni riportate dai principali organi di stampa, gli accertamenti sarebbero giunti ad un punto di svolta. È stato escluso che a ferire in modo fatale la giovane sarebbe stato un coltello lanciato a distanza da parte del fratello Giuseppe.
Stando a quanto emerso, infatti, l’arma utilizzata per uccidere Ylenia non sarebbe stata lanciata ma sarebbe stata impugnata dal ragazzo. Sembra che uil fratello della vittima abbia impugnato la lama al momento del delitto e l’abbia poi affondata deliberatamente nella sua schiena. Non sarebbe stata, quindi, una tragica fatalità.
Il mistero del movente: cosa non torna
Sul delitto restano ancora diversi dubbi da sciogliere, in primis il movente. Stando al racconto reso dal 25enne nella sua confessione in questura e poi ribadita anche davanti al giudice, la reazione violenta sarebbe stata innescata dall’alto volume della voce di Ylenia durante una conversazione telefonica e dalla reazione della ragazza la quale avrebbe preso a calci il cane pitbull di Giuseppe.
In questo senso sul corpo del cane non sono stati trovati segni di violenza ma solo il sangue della povera vittima che, lo ricordiamo, è stata uccisa lo scorso 3 febbraio 2026 e trovata in un alloggio popolare nel rione Conocal nel quartiere di Ponticelli a Napoli.